venerdì 4 gennaio 2019

Nascere




Nascere
Ingranaggi generazionali

Si nasce e solo per il fatto di manifestarsi su questo pianeta siamo soggetti a Leggi Fisiche e Spirituali oltre ad una serie infinita di annessi e connessi in base a luogo di nascita, cultura, genitori, ecc.
La nostra programmazione inconscia, con funzioni autonome, e le cure che riceviamo ci permettono di  portare avanti la nostra esistenza.
In quel primo periodo viviamo nel bisogno di essere accuditi sfamati e amati. E già da quei primi istanti abbiamo percezioni ed elaborazioni; in continuo con quelle che assorbiamo fin dalla presenza nel ventre materno. Le modalità con cui veniamo cresciuti in sinergia con la nostra intima e innata visione delle cose nel tempo ci forma, o meglio, si trasmuta nei nostri modi di dire fare e pensare.
Su queste parole è importante approfondire lo studio delle 5 Ferite.
Ogni evento vissuto da bambini può lasciare profonde ferite psicologiche e spirituali: conflitti e situazioni che sebbene appartengano al passato, restano nell’inconscio plasmandola nostra personalità e continuando ad esercitare la loro influenza nel quotidiano.
Ognuno di noi ha, di fatto un bambino interiore che continua a reagire a quel trauma, a quella ferita come se fosse ogni volta attuale, come se si sentisse nuovamente in pericolo, rimettendo in atto quello stesso schema che gli impedisce di rispondere in modo adeguato e adattivo.
Tale schema trae origine dalla tipologia di attaccamento con la figura di riferimento che si è occupato dell’accudimento pratico ed emotivo del bambino. Per capire le relazioni che stabiliamo nell’ età adulta e quindi gli schemi che perpetuiamo, è essenziale guardare a ritroso le figure importanti della nostra vita. Proprio a partire da questi costruiamo il nostro Io, la nostra identità e i modelli operativi interni che ci guideranno nelle relazioni e nell’interpretazione dell’ambiente circostante.
Un genitore responsivo dei bisogni del bambino, presente per le richieste di protezione e accudimento, emotivamente accogliente e di supporto concorrerà a creare un legame sicuro con il bambino che, da adulto, probabilmente diventerà una persona aperta e sicura di sé.
 Se tale legame è invece evitante, ambivalente o disorganizzato, genererà una visione distorta di sé, degli altri e del mondo, con conseguenti conflitti e difficoltà emotive, legati anche al tentativo di nascondere il dolore atavico tramite le molteplici maschere che cercherà di indossare, restando tuttavia ingabbiato ancora di più negli schemi dell’infanzia.

Le 5 ferite sono: Abbandono Rifiuto Umiliazione Tradimento Ingiustizia
Ogni ferita a sua volta, è all’origine di un particolare meccanismo comportamentale di protezione, istintivo e automatico, che ha lo scopo di evitare di rivivere da adulti quella stessa sofferenza dell’infanzia e che si attiva, durante tutta la nostra vita, ogni qual volta accade un evento che percepiamo e interpretiamo con un significato analogo a quello delle prime registrazioni. Questi meccanismi comportamentali automatici sono quelli che vengono chiamanti Machere.
Nell’età adulta, queste Maschere si rivelano però limitanti per l’individuo, facendogli percepire una sua irreale vulnerabilità e intrappolandolo, di conseguenza, in modalità relazionali ripetitive e vincolanti., che gli impediscono di maturare le sue piene potenzialità di adulto libero, consapevole e responsabile, in grado di relazionarsi con gli altri esseri umani in modo profondo e autentico. Ma le maschere non si manifestano solo a livello psicologico, ma anche e soprattutto a livello fisico, non sono altro che la somatizzazione fisica della ferita non risolta.
Lo spessore della maschera sarà in proporzione al grado della ferita. Ogni ferita corrisponde ad una tipologia di persona dotata di un carattere ben definito in quanto avrà sviluppato numerose credenze che ne influenzeranno gli atteggiamenti e il comportamento. Ad ogni ferita corrisponde una specifica maschera visibile:
Alla ferita del    Rifiuto         corrisponde la maschera del   Fuggitivo
Alla ferita dell’  Abbandono   corrisponde la maschera del   Dipendente
Alla ferita dell’  Umiliazione  corrisponde la maschera del   Masochista
Alla ferita del   Tradimento   corrisponde la maschera del   Controllore
Alla ferita dell’  Ingiustizia    corrisponde la maschera del   Rigido

Il lavoro è volto ad individuare le caratteristiche della propria maschera, dei limiti che questa comporta, per poter uscire dalle modalità circolari di schemi viziosi che impediscono relazioni autentiche e che impediscono alle ferite di rimarginarsi. Spesso ci sentiamo rifiutati, abbandonati, traditi, umiliati e trattati ingiustamente, ma in realtà ogni volta che ci sentiamo feriti è entrato in campo in nostro Ego, a cui piace credere che la colpa è di qualcun altro.
Ricordiamo che nella vita non esistono persone colpevoli, ma solo sofferenti, più accusiamo noi stessi o gli altri delle nostre sofferenze, più l’esperienza negativa tenderà a ripetersi.
Accusare serve solo a creare infelicità, dobbiamo invece imparare ad ascoltare la nostra ferita e il bambino che l’ha subita, accompagnandolo nel processo di guarigione che parte proprio dal riprendere in mano cosa vogliamo e sentiamo davvero.

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